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    Arretrati pensione d’invalidità: ho fatto domanda ma mi è stata rifiutata

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    Nel precedente articolo abbiamo visto insieme quando e in quale caso richiedere gli arretrati dell’invalidità, oggi invece voglio raccontarvi l’esperienza di Ennio, che cosa è successo dopo che ha fatto richiesta per gli arretrati della pensione d’invalidità e come mai gli è stata rifiutata.

    Quando richiedere gli arretrati dell’aumento della pensione d’invalidità?

    Ennio è un signore di 67 anni che ha deciso di mettersi in contatto con noi dopo aver letto il nostro articolo in merito all’aumento delle pensioni d’invalidità nel 2021 e dopo aver avuto una brutta esperienza con un patronato si è affidato a noi.
    Gli abbiamo chiesto se era disposto a raccontare la sua storia sul nostro sito, così da poter aiutare altre persone che come lui si sono trovate in questa situazione.
    Ennio si è gentilmente prestato per questo nostro articolo, speriamo possa aiutarvi.
    Partiamo dal principio.

    Quando ha chiesto gli arretrati della pensione d’invalidità civile?

    Ennio ci ha raccontato di essere un’invalido civile da ben 35 anni e di aver sempre percepito la pensione d’invalidità con regolarità.
    Ennio inoltre ci ha raccontato di aver sentito parlare del famoso “incremento al milione” solo recentemente su internet e di essersene fatto un’idea chiara grazie ai nostri articoli.
    <<Ero incuriosito. Sono sempre dubbioso quando trovo qualcosa su internet. Mi sembrava assurdo che l’INPS non comunicasse agli invalidi la possibilità di avere gli arretrati per chi non ha ancora ricevuto l’aumento>> ci ha detto, con un cipiglio irritato.
    << Ho fatto richiesta circa quattro mesi fa, erano le prime settimane di Gennaio >> afferma << ho preso coraggio e sono andato al mio CAF di fiducia >> dopodiché sospira.
    Ennio infatti, ci ha ribadito più volte il suo fastidio per il trattamento subito al patronato << sono stato trattato davvero male. Prima di poter fare richiesta sono dovuto tornare tre volte. La prima volta mi hanno detto che l’incaricato non era presente, la seconda volta che avevo capito male io e che non vi era ancora possibilità di fare domanda e che non dovevo credere a tutto quello che trovavo sul computer o sul cellulare>>.
    << L’ultima volta sono andato con mio figlio, con lui di fianco sono stati più disponibili e mi hanno dato un foglio dove erano segnati tutti i documenti che avrei dovuto portare e il modulo che avrei dovuto riportargli compilato.

    Le hanno detto gli arretrati della pensione d’invalidità da quando vengono emessi?

    <<No >> ci ribadisce Ennio, con amarezza. << Quando mi hanno detto che avevo capito male, ho chiesto da quando venivano emessi ma sono stati nebulosi nelle risposte. Non volevamo darmi una data o una risposta certa>>.
    Abbiamo chiesto al signor Ennio se avesse poi riconsegnato i documenti necessari a fare domanda e cosa fosse successo dopo.
    << Ho riportato i documenti pochi giorni dopo il terzo colloquio. Mi hanno detto che mi avrebbero fatto avere notizie e mi hanno salutato frettolosamente >> spiega il signor Ennio.
    << Ho aspettato ben sei settimane prima di ricevere risposta – continua Ennio – mi aspettavo, dopo tutta quella fatica, che mi arrivasse il pagamento degli arretrati della pensione d’invalidità. Ma quando ho chiamato il patronato per chiedere come funzionasse la riscossione arretrati della pensione di invalidità, mi sono sentito dire che l’INPS aveva rifiutato la mia domanda>>.
    Il signor Ennio è molto sconfortato quando ce ne parla e lo comprendiamo più che bene.
    Molto spesso trattiamo con clienti che hanno avuto a che fare con patronati, CAF o con uffici INPS che non hanno saputo seguirli come sarebbe adeguato fare.
    Per questo sebbene nel nostro articolo precedente abbiamo citato come metodi per la richiesta l’invio autonomo e l’ausilio di un patronato, ci siamo sentiti in dovere di dover raccontare storie come quelle del signor Ennio che a sessantasette anni si ritrova a dover richiedere ciò che per legge già gli spetta e vederselo rifiutato.
    A quel punto abbiamo chiesto al signor Ennio cosa avesse fatto.
    <<Ero sbigottito. Ho chiamato mio figlio che mi ha detto di lasciar perdere, che sono i soliti inciuci burocratici “all’italiana” ma io non volevo crederci. Così ho cercato di nuovo il vostro articolo ed ho deciso di contattarvi>>.

    Pensione di invalidità e arretrati: chi contattare in caso di esito negativo?

    Il signor Ennio ci ha infatti contattati non solo per raccontarci la sua storia, ma perché voleva un effettivo parere legale. Voleva capire perché gli era stata rifiutata la domanda se risultava essere idoneo.
    Dopo averci raccontato la sua storia tramite un consulto gratuito, ci siamo incontrati di nuovo e abbiamo visionato nuovamente tutta la sua documentazione.
    Abbiamo appurato che era effettivamente un invalido civile al 100%, che aveva un reddito personale annuo inferiore a 8.469,63€ – compresi di indennità e pensione d’invalidità – e che non aveva ricevuto gli arretrati dell’aumento della pensione d’invalidità.
    A questo punto abbiamo proposto al signor Ennio di rifare nuovamente la domanda, poiché gli spettavano di diritto gli arretrati.
    <<Avevo paura di sentirmi rifiutare di nuovo la domanda come era successo con il CAF, ma Risarcimenti & Rimborsi mi ha seguito con professionalità. Mi hanno spiegato passo passo ogni cosa, cercando di sopperire a lacune e incertezze. Mi hanno rassicurato e confermato che era un mio pieno diritto richiedere e ottenere quegli arretrati. Così alla fine ho fatto di nuovo richiesta, non più col CAF o patronato ma con Risarcimenti & Rimborsi>>.
    Il signor Ennio si è visto addebitare – dopo tre settimane e mezza dalla nostra richiesta – la cifra lui spettante.
    << Non potevo crederci. Era stato così semplice. Avevo spiegato la mia situazione, dato i documenti necessari e ottenuto non solo la conferma dell’accettazione della domanda ma anche i soldi che mi spettavano>>.
    Abbiamo, infine, chiesto al signor Ennio cosa avesse fatto non appena ricevuto la bella notizia << Ho chiamato mio figlio e l’ho rassicurato che non erano i soliti “inciuci burocratici all’italiana” che le regole possono e devono essere fatte rispettare. Dopodiché ho riscosso i soldi dell’aumento della pensione d’invalidità civile!>>.
    Noi di Risarcimenti & Rimborsi siamo fieri di aver aiutato il signor Ennio a veder rispetti i suoi diritti e ad avergli permesso di ottenere la cifra che gli spettava.
    Sappiamo però che non è sempre così semplice, di signor Ennio ne esistono moltissimi in Italia.
    Sono disillusi dalla burocrazia, dai patronati – che molte volte non hanno le conoscenze sufficienti per poter portare avanti queste pratiche – e finiscono per arrendersi.
    Se siete in una situazione simile a quella del signor Ennio o volete evitare di viverla, non esitate a contattarci.
    Vi seguiremo passo passo!

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