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Come richiedere l’indennità di accompagnamento nel 2026

uomo anziano su una barella, senza capelli, due mani giovani stringono dolcemente la sua

L’indennità di accompagnamento è una delle prestazioni economiche più importanti erogate dall’INPS a favore delle persone con disabilità grave.
Nel 2026 le regole di accesso e le procedure di richiesta restano sostanzialmente le stesse rispetto agli anni precedenti, ma alcune novità amministrative rendono opportuno aggiornarsi prima di presentare la domanda.
In questa guida scoprirai tutto ciò che devi sapere sull’assegno di accompagnamento: chi può richiederlo, come funziona il verbale di invalidità, quale percentuale di invalidità è necessaria per poter fare richiesta e quali passi seguire per ottenere il riconoscimento da parte dell’INPS.

Cos’è l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento — comunemente chiamata semplicemente “accompagno” o conosciuta come “l’assegno di accompagno” — è una prestazione economica non legata al reddito ed erogata mensilmente dall’INPS a coloro che si trovano impossibilitati a deambulare autonomamente o più semplicemente di compiere gli atti quotidiani della vita senza l’assistenza continuativa di un’altra persona.
A differenza di altre forme di sostegno, l’accompagnamento INPS non è una pensione di invalidità: non dipende dall’anzianità lavorativa né dai contributi versati.
È un beneficio assistenziale puro, rivolto a tutelare la dignità e la qualità della vita delle persone non autosufficienti, indipendentemente dall’età e dalla situazione reddituale familiare. Ciò significa che a priori dell’ISEE dell’invalido o del nucleo familiare dove risiede l’invalido, se questo rientra nei requisiti di idoneità potrà ottenere l’assegno di accompagnamento.
L’importo mensile dell’assegno di accompagnamento per il 2026 è di circa 552,57 euro, è importante ricordarsi che l’importo definitivo viene aggiornato annualmente in base alla rivalutazione da parte dell’ISTAT e che l’assegno di accompagnamento viene erogato per sole 12 mensilità all’anno, senza tredicesima.

Requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento nel 2026

Per avere diritto all’accompagnamento INPS è necessario soddisfare contemporaneamente requisiti sanitari e requisiti amministrativi.
Vediamoli nel dettaglio!
I requisiti sanitari per l’indennità di accompagnamento sono correlati alle condizioni cliniche e alla percentuale di invalidità.
Infatti, dal punto di vista medico, l’accompagnamento si basa su una soglia specifica di percentuale di invalidità, proprio come avviene per altre prestazioni – ad esempio, la pensione di invalidità civile che richiede almeno il 74% – per l’assegno di accompagnamento, la percentuale deve essere pari al 100% o invalidità totale.
Ciò che conta è il riconoscimento di una delle seguenti condizioni cliniche, attestate nel verbale di invalidità:

  • Totale impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.
  • Necessità di assistenza continua per compiere le funzioni elementari della vita quotidiana (lavarsi, vestirsi, alimentarsi, ecc.).
  • Minorazioni sensoriali gravi (cecità assoluta o sordocecità) che rendono necessaria la presenza di un accompagnatore.

Riassumendo: la percentuale di invalidità riconosciuta nel verbale deve essere pari al 100% – ovvero invalidità totale -, ma oltre a ciò, per determinare l’accesso all’accompagnamento serve la valutazione qualitativa dell’autonomia residua del soggetto e non solo il dato numerico.
Dopo aver visto i requisiti sanitari, passiamo a quelli puramente burocratici, essi sono piuttosto semplici. Difatti, il richiedente deve:

  • Essere cittadino italiano, comunitario con iscrizione anagrafica, o extracomunitario con permesso di soggiorno regolare.
  • Essere residente in Italia.
  • Non essere ricoverato in modo continuativo e gratuito in struttura sanitaria pubblica (in quel caso l’erogazione viene sospesa).
  • Non avere già ottenuto un assegno di accompagnamento per cause diverse.

Verbale di invalidità: il documento chiave per l’accompagnamento INPS

Il verbale di invalidità è il documento rilasciato dalla Commissione Medica dell’ASL, la quale deve essere integrata da un medico INPS, al termine della visita di accertamento.
Questo documento certifica ufficialmente la condizione di salute del richiedente, la percentuale di invalidità riconosciuta e — aspetto fondamentale — l’eventuale diritto all’accompagnamento.
Il verbale di invalidità è indispensabile per avviare la domanda amministrativa all’INPS.
Senza questo documento, la procedura non può essere completata.
Il verbale viene inviato al cittadino per raccomandata oppure è consultabile direttamente online attraverso il sito INPS o il Fascicolo Sanitario Elettronico della propria Regione.

Attenzione: il verbale ha valore permanente se la condizione è irreversibile, in caso di condizione temporanea il verbale verrà rilasciato con indicazione della data di revisione, in caso la commissione ritenesse che le condizioni di salute possano modificarsi nel tempo.
In caso di verbale soggetto a revisione, il pagamento dell’assegno di accompagnamento continuerà fino alla nuova visita.

Come richiedere l’indennità di accompagnamento nel 2026: iter passo passo

La procedura per ottenere l’assegno di accompagnamento si articola in due fasi distinte: la fase sanitaria di accertamento della disabilità e la fase amministrativa con annessa domanda di prestazione all’INPS.
Partiamo dalla parte più scontata ma anche più laboriosa a livello burocratico, ovvero l’accertamento della disabilità.
Il primo passo consisterà nel recarsi dal proprio medico di base – ovvero il medico di medicina generale, che compilerà il certificato medico introduttivo online sul portale dell’INPS, descrivendo le condizioni di salute che giustificano la richiesta di riconoscimento dell’invalidità civile.
Una volta inviato dal medico, il certificato genererà un numero di protocollo che il paziente dovrà utilizzare per presentare la domanda di visita medica direttamente sul sito dell’INPS, oppure tramite un patronato o CAF abilitato, un’associazione di categoria (ANMIC, ENS, UIC, ANFASS, ecc.), il portale MyINPS con SPID, CIE o CNS o tramite personale specializzato come noi di Risarcimenti&Rimborsi.
Dopo la domanda, la commissione INPS convocherà il richiedente per la visita di accertamento, al termine della quale verrà redatto il verbale di invalidità.
La parte più lunga e laboriosa è praticamente terminata, dal ricevimento del verbale rimarrà solo l’attesa.
Difatti, una volta ricevuto il verbale di invalidità con riconoscimento del diritto all’accompagnamento, il richiedente – o anche un suo delegato – dovrà presentare all’INPS la domanda amministrativa per la concessione della prestazione economica.
Questa domanda è separata da quella sanitaria e deve essere presentata entro i tempi indicati dall’INPS.

La domanda può essere inoltrata attraverso i soliti canali come il Portale INPS (www.inps.it) con accesso tramite SPID, CIE o CNS oppure il Contact Center INPS al numero 803.164 (gratuito da rete fissa) o 06 164.164 (da cellulare, a pagamento) o ancora il Patronato o intermediario abilitato.
L’INPS dopo aver verificato la domanda e il verbale di invalidità allegato provvederà alla liquidazione dell’assegno di accompagnamento con pagamento diretto sul conto corrente o libretto postale indicato dal richiedente.

Decorrenza e arretrati dell’assegno di accompagnamento

La decorrenza dell’indennità di accompagnamento è stabilita dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda sanitaria, a condizione che tutti i requisiti siano stati soddisfatti.
Questo significa, in poche e semplici parole, che anche se i tempi di attesa per la visita e per il riconoscimento possono essere molto lunghi – a volte si parla di diversi mesi-, il diritto matura retroattivamente dalla data di domanda.
Difatti, una volta concessa la prestazione, l’INPS eroga gli arretrati maturati nel frattempo.
È fondamentale quindi non ritardare la presentazione della domanda sanitaria, in modo da tutelare la decorrenza più favorevole possibile.
Un’altra cosa che interessa spesso le persone invalide o i loro caregiver è se l’assegno di accompagnamento o “accompagno” sia o meno cumulabile con altre prestazioni INPS.

La buona notizia, nonché uno degli aspetti più importanti, è che l’assegno di accompagnamento è assolutamente cumulabile con molte altre prestazioni INPS come la pensione di invalidità civile (74% di invalidità o più), l’assegno mensile di assistenza (dal 74% al 99% di invalidità), l’indennità di frequenza per i minori o la pensione di vecchiaia, anticipata o di reversibilità o ancora il reddito di cittadinanza o altre misure di contrasto alla povertà (con specifiche regole di calcolo).
L’accompagnamento INPS non è invece cumulabile con analoghi trattamenti erogati per cause di guerra, lavoro o servizio.
In caso di dubbio sulla compatibilità, è sempre consigliabile rivolgersi a un patronato o altro ente di fiducia.

Cosa fare se la domanda viene respinta?

E se la commissione medica non riconosce il diritto all’accompagnamento, o se la percentuale di invalidità riconosciuta nel verbale dovesse essere ritenuta non corretta, il cittadino può fare ricorso.
In Italia esistono due percorsi principali: l’accertamento tecnico preventivo (ATP) che consiste nel percorso obbligatorio che avviene prima di procedere per vie giudiziali.
Si presenta il ricorso al Giudice del Lavoro del Tribunale competente, il quale nominerà un consulente tecnico d’ufficio (CTU) per una nuova valutazione medica.
Oppure si può propendere per un ricorso giudiziale ordinario, nel caso in cui l’ATP non si concluda favorevolmente, si potrà procedere con un ricorso ordinario davanti al Tribunale.
In questi casi è consigliabile farsi assistere da un avvocato specializzato in diritto previdenziale e noi di Risarcimenti&Rimborsi siamo qui appositamente per aiutarvi con le vostre pratiche di ricorso!

Conclusioni

Se siete invalidi civili al 100% o avete un parente a cui fate da caregiver che rientri in questa categoria e possa beneficiare dell’indennità di accompagnamento nel 2026, sappiate che noi di Risarcimenti e Rimborsi siamo specializzati in pratiche di richiesta di indennità di accompagnamento e non solo e ci occuperemo di fare la richiesta per l’indennità d’accompagnamento INPS per voi o per un vostro caro.

Niente più code interminabili ai Caf o ai Patronati per poi essere congedati (a volte anche malamente).

Mai più problemi nell’accedere al sito Inps, problemi con lo SPID o con le beghe burocratiche e con le conseguenti problematiche nella compilazione errata della richiesta.

Ci occuperemo di tutto noi.

E il consulto per accertarsi dell’idoneità della pratica è facilissimo!

Se volete la certezza di essere seguiti da esperti del settore che non vi chiederanno di pagare cifre sibilline senza una consulenza conoscitiva, contattaci!

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