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Ecco come richiedere ed ottenere la pensione d’invalidità civile

uomo sulla sedie a rotelle, anziano, con una donna anziana dietro di lui. Sono in un giardino, sorridono. Forse sono felici perché hanno scoperto come richiedere la pensione d'invalidità civile

Sei stato certificato come invalido civile per via di una limitazione di funzionalità permanente o sei il caregiver o l’assistente familiare di un disabile civile?
La pensione d’invalidità civile è un diritto garantito dallo Stato italiano, ma ottenerla richiede la conoscenza di ogni passaggio della procedura necessaria.
In questa guida completa troverai tutto quello che devi sapere: requisiti, documentazione, iter burocratico e importi aggiornati al 2026.

Cos’è la pensione d’invalidità civile?

La pensione d’invalidità civile è una prestazione economica erogata dall’INPS a favore dei cittadini italiani — o stranieri in possesso di regolare permesso di soggiorno in corso di validità — che presentino una comprovabile riduzione della capacità lavorativa o una disabilità fisica, psichica o sensoriale permanente.
Non va confusa con la pensione d’inabilità INPS di cui abbiamo parlato in questo nostro articolo.
L’invalidità civile è una misura assistenziale, indipendente dalla storia lavorativa del richiedente, che richiede dei requisiti sanitari e amministrativi per essere ottenuta.
Sebbene in Italia esistano diverse tipologie di “pensioni” dedicate all’invalido – ognuna con soglie percentuali e importi specifici – in questo articolo ci concentreremo per capire quali sono i requisiti necessari all’ottenimento della pensione d’invalidità civile riservata agli invalidi civili totali, anche detti come “ con il 100% di invalidità”. 

Quali sono i requisiti per richiedere la pensione d’invalidità civile?

Per poter accedere alla pensione d’invalidità civile sarà necessario soddisfare contemporaneamente alcuni requisiti.  
Un requisito sanitario è quello correlato alla percentuale di invalidità riconosciuta dalla commissione medica dell’ASL.
Come sappiamo e come abbiamo specificato poco sopra, per poter ottenere un riconoscimento della propria disabilità da parte dell’INPS occorrerà che la commissione medica ci riconosca una percentuale di invalidità compresa fra il 74% e il 100%.
Da notare bene che per coloro che sono risultati invalidi totali al 100% con annessa impossibilità di deambulare o compiere gli atti della quotidianità, si potrà richiedere anche l’indennità di accompagnamento.
Invece, i requisiti anagrafici sono correlati all’età anagrafica.
Per poter accedere alla pensione d’invalidità civile, il richiedente dovrà avere un’età anagrafica compresa tra i 18 e i 67 anni.
Al di sopra e al di sotto di questa soglia, le prestazioni differiscono in altre più specifiche.
Non dimentichiamoci dei requisiti reddituali!
L’invalidità civile è, infatti, legata a un tetto di reddito personale – quindi non correlata al nucleo familiare.
Per il 2026 – come detto nell’articolo pensione d’invalidità civile: ecco le novità” – i limiti reddituali vengono aggiornati annualmente dall’INPS sulla base degli indici ISTAT.
È fondamentale verificare annualmente le soglie reddituali aggiornate – sul sito ufficiale dell’INPS o tramite un patronato – per non incorrere nel superamento del limite reddituale personale che comporterebbe la perdita automatica del beneficio.
Infine, fra i requisiti essenziali vi sono i requisiti correlati alla cittadinanza e alla residenza.
La cittadinanza deve risultare italiana, oppure cittadinanza europea con iscrizione all’anagrafe, o ancora regolare permesso di soggiorno di lungo periodo per cittadini extracomunitari.
In tutti questi casi è richiesta la residenza stabile e continuativa sul territorio italiano.

Come ottenere il riconoscimento all’invalidità civile in tre step

Prima di richiedere la pensione d’invalidità civile, bisognerà ottenere il verbale di invalidità civile, il quale certificherà la percentuale di disabilità del disabile.
Il percorso si articola in tre fasi ben distinte.
Il certificato medico è il primo passo.
Bisognerà, quindi, rivolgersi al proprio medico di base e richiedere il certificato medico introduttivo.
Questo documento dovrà essere compilato online dal medico curante attraverso il portale INPS.
Al termine della procedura, il medico rilascerà al paziente una ricevuta con il numero del certificato. Questo numero è indispensabile per la fase successiva e non va assolutamente smarrito!
Il certificato, per essere valido, dovrà contenere: diagnosi dettagliata, anamnesi patologica, eventuali documentazioni specialistiche allegate e il codice fiscale del paziente.
Una documentazione medica completa e ben strutturata può fare la differenza in sede di valutazione commissionale.
Passiamo quindi al secondo step, la domanda all’INPS.
Una volta ottenuto il numero del certificato medico, il richiedente – o il suo delegato, tutore o patronato – dovrà presentare la domanda di accertamento dell’invalidità civile direttamente all’INPS.
Le modalità accettate non differiscono da quelle passate e ben conosciute:

  • tramite il portale MyINPS, accedendo con SPID, CIE o CNS
  • tramite patronato, rivolgendosi gratuitamente a un CAF o enti abilitati simili (CAAF, INCA, ACLI, ecc.)
  • Tramite Contact Center: chiamando il numero verde INPS 803.164 da telefono fisso o il numero 06 164 164 da cellulare
  • Affidandovi ad un team di avvocati esperti, specializzati in richieste inerenti la disabilità come noi di RisarcimentieRimborsi

Nella domanda occorrerà indicare il numero del certificato medico introduttivo e allegare eventuale documentazione sanitaria aggiuntiva.
L’INPS fisserà la data della visita medica presso la commissione dell’ASL competente per territorio, in un periodo che di solito è contato in mesi. In presenza di patologie gravi o oncologiche, la normativa garantisce procedure accelerate, con un tempo di attesa massimo di 15 giorni.
Arriviamo, quindi, all’ultimo step, ovvero la visita della commissione medica ASL-INPS.
La commissione medico-legale dell’INPS effettuerà la visita di accertamento per decretare l’idoneità o meno del soggetto ad ottenere una certa percentuale d’invalidità.
È possibile, volendo, farsi assistere da un medico di fiducia durante la visita, una scelta che potrebbe aiutare a veder tutelati i propri diritti.
Dopo la visita, il verbale verrà inviato in formato digitale alla sezione MyINPS del richiedente.
Se il giudizio sarà favorevole, si potrà procedere con la domanda della prestazione economica.
Se il giudizio sarà sfavorevole o la percentuale riconosciuta risulterà inferiore alle aspettative, sarà possibile presentare ricorso entro 180 giorni dalla notifica del verbale, facendosi aiutare da qualcuno di esperto in materia.

Come richiedere l’erogazione della pensione d’invalidità civile?

Ci teniamo a specificare che il verbale di invalidità non comporta automaticamente l’erogazione della pensione o dell’assegno mensile.
Occorrerà presentare una seconda domanda all’INPS, questa volta per ottenere la prestazione economica. Alla domanda andranno allegati:

    • Copia del verbale di invalidità
    • Dichiarazione reddituale aggiornata – anche in autocertificazione, se non in possesso di quella canonica
    • Documento d’identità in corso di validità
  • Codice fiscale
  • Coordinate bancarie o postali per l’accredito

L’INPS effettuerà le verifiche del caso e, se tutto risulterà in regola, disporrà l’erogazione della prestazione con eventuale ricostruzione degli arretrati dalla data di presentazione della domanda.

Quali sono gli importi della pensione d’invalidità civile?

Gli importi, come sappiamo, verranno rivalutati ogni anno in base agli indici ISTAT. Per il 2026 possiamo riassumere tutti gli importi di supporto al disabile così:

  • Assegno mensile di assistenza  – serve un’invalidità compresa tra 74% e 99%: circa 340 euro al mese, erogato per 13 mensilità, subordinato al limite reddituale personale annuo non superiore a 5852,21€
  • Pensione d’invalidità – serve un’invalidità pari al 100%: l’importo è pari a quello dell’assegno mensile di assistenza, ovvero 340€, e viene erogato per 13 mensilità con soglia reddituale non superiore a € 20.029,55.
  • Indennità di accompagnamento  – oltre all’invalidità al 100% occorrerà essere risultati non autosufficienti -: circa 552,57 € mensili, erogata per sole dodici mensilità, ed esente da limiti reddituali oltre che cumulabile con altre prestazioni pensionistiche.
  • Indennità di comunicazione per sordi e ciechi: in questa sottocategoria possiamo raggruppare l’indennità speciale per ciechi parziali, l’indennità di accompagnamento per ciechi assoluti, la pensione per ciechi assoluti e parziali, l’indennità di comunicazione e la pensione per i sordi.
    Ognuna di queste ha importi e modalità di richiesta specifiche, quindi vi rimandiamo alla lettura degli argomenti specifici.



Prima di giungere alle dovute conclusioni, sentiamo di dovervi rassicurare: in caso di esito negativo, non rinunciate!
Il ricorso in sede giudiziale è uno strumento efficace e spesso può portare a risultati migliori rispetto alla prima valutazione commissionale.
Valutate l’assistenza di un avvocato specializzato in diritto previdenziale.
Ricordate, fare ricorso è uno strumento nelle vostre mani, ma è soprattutto un vostro diritto. Per quanto possa essere frustrante e possa essere emotivamente doloroso dover vivere ogni volta l’iter burocratico, nella speranza di esiti migliori, sappiate che state solo seguendo un vostro diritto.
E che ci sono persone disposte a darvi una mano.
Non siete soli.

 

Conclusione

Il 2026 porta con sé aggiornamenti importanti per chi percepisce o intende richiedere la pensione d’invalidità civile o la pensione di inabilità.
Gli aumenti, seppur contenuti, migliorano leggermente il potere d’acquisto dei beneficiari, mentre la progressiva riforma della disabilità promette di semplificare le procedure nel medio termine.
Se siete, quindi, invalidi civili al 100% o avete un parente a cui fate da caregiver che rientri in questa categoria e possa beneficiare della pensione d’invalidità, sappiate che noi di Risarcimenti e Rimborsi siamo specializzati in pratiche di richiesta di arretrati, ricorsi, richiesta di accompagnamento e non solo e ci occuperemo di qualsiasi pratica di cui abbiate bisogno voi o il vostro caro. Niente più code interminabili ai Caf o ai Patronati per poi essere congedati (a volte anche malamente).
Mai più problemi nell’accedere al sito Inps, problemi con lo SPID o con le beghe burocratiche e con le conseguenti problematiche nella compilazione errata della richiesta.
Ci occuperemo di tutto noi. E il consulto per accertarsi dell’idoneità della pratica è facilissimo! Se volete la certezza di essere seguiti da esperti del settore che non vi chiederanno di pagare cifre sibilline senza una consulenza conoscitiva, contattaci!

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