Indennità di accompagnamento: requisiti ed importi - Risarcimenti & Rimborsi
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Indennità di accompagnamento: requisiti ed importi

uomo sulla sedia a rotelle che viene aiutato da un giovane uomo

Quando si parla di indennità di accompagnamento si fa riferimento ad una delle probabilmente più conosciute prestazioni assistenziali previste dal nostro sistema di welfare per persone con invalidità.
Si tratta, infatti, di un sostegno economico erogato dall’INPS – ovvero l’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale – per aiutare la persona con invalidità che sia stata valutata come non in grado di svolgere le attività del quotidiano senza assistenza continua.
L’indennità di accompagnamento, spesso definita anche assegno di accompagnamento o semplicemente accompagno, è una prestazione che non dipende dal reddito del singolo individuo né da quello del suo nucleo familiare e viene riconosciuta sulla base della condizione sanitaria e del livello di autonomia della persona.

In questa guida, aggiornata a marzo 2026, analizzeremo nel dettaglio:

  • i requisiti per ottenere l’indennità di accompagnamento 
  • la percentuale di invalidità richiesta
  • la modalità di richiesta e tempi di erogazione
  • l’ importo dell’assegno di accompagnamento

Che cos’è l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento è un assegno mensile riconosciuto alle persone con invalidità civile totale che siano state valutate come non in grado di svolgere le attività della quotidianità in maniera autonoma.
Ciò significa che, a differenza di ciò che si possa aver sentito o che si creda, l’indennità di accompagnamento non verrà erogata solo all’invalido che non sia in grado di deambulare.
Basti pensare ad un bambino con una malattia genetica rara; nato già con questa condizione fino all’anno non dovrebbe comunque saper camminare né essere autonomo, ma riceverà comunque l’accompagnamento nel caso non riesca a compiere le azioni della quotidianità correlate alla sua età
L’obiettivo dell’assegno di accompagnamento è quello di sostenere le spese necessarie per l’assistenza continua, la quale può essere fornita da un coniuge, un genitore, un parente o da badanti o personale specializzato.
Come precedentemente accennato, questo assegno di accompagnamento non è in nessun caso correlato alla situazione economica del disabile né a quella del suo nucleo familiare.
È importante non confondere la pensione d’invalidità con l’assegno di accompagnamento, poiché queste sono due prestazioni differenti che la medesima persona potrà richiedere.
La pensione d’ invalidità civile viene erogata al disabile in base alla percentuale d’invalidità, che in questo caso deve essere pari o superiore al 74%, e consiste in un assegno mensile con un importo pari a 340,71€, invece l’indennità di accompagnamento viene erogata per l’assistenza al disabile e richiede determinati requisiti. Vediamo quali.

 

Chi può richiedere l’indennità di accompagnamento?

L’indennità di accompagnamento può essere richiesta da cittadini italiani residenti in Italia, cittadini dell’Unione Europea o cittadini extracomunitari con un permesso di soggiorno in corso di validità e che valga per il lungo periodo.
Perché possa essere erogato l’accompagno è necessario che la persona con invalidità abbia una percentuale di invalidità pari al 100% e venga riconosciuta da una commissione medica come non autosufficiente.
L’assegno di accompagnamento, come precedentemente citato, può essere riconosciuto anche ai minori con disabilità grave.
In questi casi, ovviamente, la domanda verrà presentata dai genitori o dal tutore legale del minore.
Quindi, perché l’invalido civile al 100% ottenga l’assegno di accompagnamento dovrà essere dichiarato non autosufficiente, ma da chi e come?
Occorre, infatti, che una commissione medica dell’INPS si riunisca e valuti l’individuo, analizzandone le capacità di svolgere attività fondamentali nel quotidiano, come mangiare autonomamente, essere in grado di vestirsi e svestirsi da soli, curarsi della propria igiene personale e delle evacuazioni personali, oltre alla capacità di muoversi in autonomia e di poter assumere dei farmaci senza supervisione. 
In caso la persona invalida non risulti in grado di compiere queste attività, allora potrà idealmente essere valutata come idonea per l’accompagno poiché non auto sufficiente.
In caso vi sia un ricovero, bisognerà sospendere l’indennità di accompagnamento solo se il ricoverato risulterà tale a titolo totalmente gratuito – quindi a carico dello Stato.
Questo, però, se il ricovero sarà superiore o pari a 30 giorni o se verrà spesato totalmente da un ente statale o da una struttura pubblica.
Permane valido questo veto anche nel caso in cui i familiari o l’invalido stesso spendano una cifra aggiuntiva per supplementi e migliorie.
Nel caso in cui quindi si disponga di day hospital, breve degenze o comunque nel caso in cui l’invalido non riceva l’assistenza di cui necessita, l’accompagnamento potrà rimanere valido e non andrà sospeso.
Riassumendo, per poter aver diritto all’assegno di accompagnamento è fondamentale che l’invalido abbia una precisa percentuale di invalidità pari al 100%, che sia residente in Italia e sia cittadino italiano, europeo o extracomunitario ma con permesso di soggiorno per lungo periodo in corso di validità e che venga valutato dalla commissione medica dell’INPS come non in grado di compiere le azioni della quotidianità in base alla sua età e quindi non autosufficiente.
È necessario ribadirlo, poiché la percentuale di invalidità non sarà sufficiente a dare diritto al disabile all’accompagno, difatti non tutti i disabili al 100% hanno automaticamente diritto all’indennità di accompagnamento.

 

Come richiedere l’indennità di accompagnamento

Per poter richiedere l’indennità di accompagnamento occorrerà prima di tutto richiedere un certificato medico specifico.
Tale certificato andrà richiesto al medico di base, il quale dovrà riassumere le varie diagnosi delle patologie oltre alle condizioni cliniche attuali del paziente con specifiche su eventuali limitazioni funzionali.
Questo certificato andrà inviato in via telematica all’INPS, dopodiché bisognerà presentare la domanda di riconoscimento di invalidità civile, quest’ultima può essere effettuata tramite patronato o caf o online se si ha sufficiente dimestichezza con la tecnologia.
Dalla richiesta in poi, occorrerà attendere che la commissione medica dell’INPS convochi il disabile.
Durante la visita la commissione medica valuterà la percentuale d’invalidità dell’invalido civile, la sua attuale capacità di autonomia e il conseguente diritto all’assegno di accompagnamento.
Alla fine della visita la commissione dovrà redigere un verbale e se verrà riconosciuto l’accompagno, l’INPS procederà con l’attivazione dei pagamenti mensili.
Ma quanto passa dalla visita al riconoscimento, o meno, dell’indennità di accompagnamento?
In genere per la convocazione da parte della commissione è necessario attendere dai 30 ai 60 giorni, mentre per l’emissione del verbale avverrà a circa 30 giorni dalla visita medica.
Per l’avvio dei pagamenti le tempistiche potrebbero essere accentuate dal carico di lavoro dell’INPS.
Ed una volta ottenuta l’indennità di accompagnamento?
In casi di patologia irreversibile o stabilizzata la commissione dovrebbe e potrebbe riconoscere un’indennità senza revisione futura, ma nella maggior parte dei casi l’indennità di accompagnamento è soggetta a revisione sanitaria, ove la commissione medica dell’ INPS dovrà valutare se passato tot tempo l’invalido avrà mantenuto o meno una condiziona di non autosufficienza o se avrà recuperato, anche solo parzialmente, l’autonomia.
In caso di un recupero di autonomia, l’indennità di accompagnamento verrà revocata.
E se la commissione medica non riconoscesse una evidente mancata autonomia al disabile?
È vostro diritto fare ricorso, per sapere come poterlo fare vi rimandiamo al nostro articolo in merito che potete trovare qui.
Appurato ciò, occorre chiedersi: a quanto ammonta questo assegno di accompagnamento al disabile non autosufficiente nel 2026?

Indennità di accompagnamento: importo aggiornato

Siamo finalmente arrivati al fulcro dell’articolo, dopo aver scoperto i requisiti necessari nel 2026 per poter ottenere l’indennità di accompagnamento ora vediamo qual è l’importo dell’assegno di accompagnamento?
Difatti, l’importo dell’indennità di accompagnamento non è un dato fisso ma cambia di anno in anno, poiché viene rivalutato sulla base dell’indice ISTAT.
Per l’anno 2026 l’importo dell’indennità di accompagnamento è di 552,57 euro al mese.
L’indennità di accompagnamento viene erogata per 12 mensilità annue – non sono previste né 13esima né 14esima – ed il suo importo non viene tassato o diminuito in base al reddito dell’invalido.
L’indennità di accompagnamento è, inoltre, compatibile con altre prestazioni assistenziali come la pensione di invalidità.
Inoltre, l’indennità di accompagnamento è compatibile con l’attività lavorativa; la prestazione è riconosciuta sulla base della condizione sanitaria dell’invalido e non sul suo reddito, perciò l’indennità di accompagnamento può essere erogata anche in caso di percezione di reddito da lavoro.
Ricordiamo che in alcune casistiche – come nel caso di minori disabili – questo tipo di agevolazione sarà l’unica percepibile da parte del disabile.
Infatti, un minore non avrà diritto ad una pensione di invalidità – poiché non in età da pensione – e perciò i suoi caregiver che, tendenzialmente, coincidono con le sue figure genitoriali, potranno ottenere solo l’indennità di accompagnamento.

Conclusione

Se siete invalidi civili al 100% o avete un parente a cui fate da caregiver che rientri in questa categoria e possa beneficiare dell’indennità di accompagnamento nel 2026, sappiate che noi di Risarcimenti e Rimborsi siamo specializzati in pratiche di richiesta di indennità di accompagnamento e non solo e ci occuperemo di fare la richiesta per l’indennità d’accompagnamento INPS per voi o per un vostro caro.

Niente più code interminabili ai Caf o ai Patronati per poi essere congedati (a volte anche malamente).

Mai più problemi nell’accedere al sito Inps, problemi con lo SPID o con le beghe burocratiche e con le conseguenti problematiche nella compilazione errata della richiesta.

Ci occuperemo di tutto noi.

E il consulto per accertarsi dell’idoneità della pratica è facilissimo!

Se volete la certezza di essere seguiti da esperti del settore che non vi chiederanno di pagare cifre sibilline senza una consulenza conoscitiva, contattaci!

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