logo-risarcimenti&rimborsi

    3518551851

    Facebook

    Instagram

    Via Sorda Samperi, 27
    Modica (RG)
    P.Iva 05539390871
    Copyright 2019 Risarcimenti & Rimborsi.
    All Rights Reserved.

    Quando arrivano gli arretrati della pensione d’invalidità? Ecco i casi in cui dovrete chiamare un avvocato

    arretrati-aumento-pensione-d'invalidità-quando-contattare-un-legale

    Abbiamo parlato degli arretrati della pensione di invalidità e di come e quando richiederli. Abbiamo visto insieme i casi, purtroppo non isolati, in cui un pensionato vedeva respinta la domanda, ed una pensionata cercava nozioni per potervi accedere. Oggi affronteremo tre casistiche ipotetiche in cui vi potreste trovare e analizzeremo la situazione di non vedere rispettati i diritti di chi fa domanda e del perché è necessario contattare un avvocato esperto del settore.

    La richiesta arretrati pensione d’invalidità è stata respinta

    Avete fatto regolare domanda per ottenere i ratei arretrati dell’aumento della pensione d’invalidità, grazie all’incremento al milione.
    Magari avete anche chiesto ad un parente più “smart” di fare la domanda per voi attraverso il portale INPS, dopo aver passato ore in coda alla posta, o dal tabacchino abilitato, per poter ottenere lo Spid.
    O peggio, avete deciso di avvalervi della consulenza di un patronato, che vi avrà dato un appuntamento dopo due settimane.
    In ogni caso la conclusione è la stessa, vi siete visti rifiutare la domanda anche se eravate idonei ed avevate i requisiti – che riepilogheremo qui sotto:

    • Essere invalidi civili al 100% ( e rientrare quindi fra i soggetti che a causa di una disabilità – che sia genetica o acquisita nell’arco della propria vita, in cui rientrano gli inabili, i sordi o i ciechi civili – hanno diritto a richiedere e percepire una pensione o assegno d’invalidità, come previsto ai sensi L. 118/71)
    • Avere un reddito personale annuo inferiore agli 8469,63€ ( indennità e pensione d’invalidità inclusi) e in caso di coniuge, un reddito totale pari a 14.447,42€ senza però superare il reddito personale già stabilito
    • Avere un’età superiore a 60 anni

    Se avete tutti i requisiti qui elencati e vi siete comunque visti rifiutare la domanda per gli arretrati dell’aumento della pensione d’invalidità civile, vi resta solo una cosa da fare.
    Volete sapere cosa? Potete leggere gli altri casi o cliccare qui e andare direttamente al paragrafo “cosa fare? quando contattare un legale”.

    Rimborsi della pensione d’invalidità solo per 1 anno anche se idonei a 5 anni di ratei

    Ora parliamo del caso in cui avete fatto domanda, vi è stata accettata, ma vi sono stati concessi ratei arretrati per solo un anno, quando – come avete visto nell’articolo sugli arretrati per gli ultrasessantenni – avete diritto a cinque anni.
    Hanno provato a convincervi che “va bene così” o che ” è meglio di nulla. Non conviene lamentarsi “, oppure ancora che “la burocrazia in Italia è così, bisogna portare pazienza” ma voi non siete – giustamente – convinti e volete ottenere ciò che vi spetta di diritto.
    Se avete i requisiti per accedervi, ovvero essere invalidi civili al 100% e aver compiuto 60 anni prima della modifica di luglio 2020  e ovviamente rientrate nei range economici prestabiliti che abbiamo precedentemente esposto, allora non desistete! Avvaletevi della consulenza di un avvocato esperto e richiedete ciò che vi spetta per legge. E’ un vostro diritto farlo.
    Non avete torto, non siete avari e non siete approfittatori se decidete a cognizione di causa di voler richiedere ciò che la legge stessa ha dichiarato spettarvi, quindi non temete. Se avete diritto a cinque anni di ratei e non solo ad un anno, richiedeteli.

    Il patronato non sa fare la domanda per gli arretrati dell’aumento della pensione d’invalidità

    Avete provato a contattare un patronato o CAF di fiducia ma dopo aver atteso pazientemente i loro tempi, si sono mostrati svogliati, poco inclini a spiegazioni tecniche o addirittura scettici all’idea di fare la domanda e avete la sensazione che non ne siano in grado?
    Sappiate che in caso vi fossero disguidi – che casualmente l’INPS sta riscontrando spesso e volentieri a discapito delle persone– o rifiuti immotivati, non verrete seguiti.
    Molti CAF non sono informati e formati a sufficienza o non hanno semplicemente le abilità per poter affrontare queste pratiche e potrebbero considerarvi erroneamente non idonei e farvi perdere dei soldi che vi spettano di diritto, perciò scorrete per sapere cosa fare!

    Che cosa fare? Quando contattare un legale

    Per tutti questi casi e anche per molti altri, la soluzione è una ed è alquanto semplice: affidarsi ad un esperto.
    Nella prima casistica vi consigliamo di contattare un avvocato, poiché è molto comune che le pratiche svolte privatamente – e senza quindi la presenza di un professionista competente che vi segua come consulente privato – vengano spesso “bocciate” anche se idonee.
    Un avvocato specializzato in risarcimenti e rimborsi sarà in grado di visionare la vostra documentazione e capire subito se siete davvero idonei e redigere quindi una domanda che non verrà respinta.
    Nel secondo caso, il ricorso da parte di un avvocato esperto, scremerà una burocrazia che altrimenti sarebbe davvero interminabile e a volte incomprensibile per chi non è del mestiere.
    Ricordate che il ricorso per le domande già accettate viene di solito considerato una pratica “secondaria” rispetto a quelle domande che non sono ancora state accettate.
    L’ultimo caso che vi abbiamo proposto non ci giunge, ahinoi, nuovo.
    Capita spesso che i patronati ricevano notizie fumose o non sufficienti per poter comprendere quando una domanda è idonea e quando non lo è.
    Così, purtroppo, molte volte ci vengono riportati dai nostri clienti, scontenti, situazioni che hanno quasi del paradossale.
    Situazioni in cui i pensionati e invalidi civili al 100% che avevano tutti i requisiti per poter rientrare in quel tipo di agevolazione o di rimborso, si vedono invece congedati con poche, gelide, parole da parte di chi avrebbe dovuto seguirli. Non so se ricordate i casi del Signor Ennio e della Signora Claudia che abbiamo citato nei precedenti articoli.
    Sono solo poche voci, rispetto al coro di insoddisfatti e di ingiustamente ignorati che si sentono dire che ” va bene così”.
    Mi sento di dirvi che non è assolutamente così. Non va bene e non dovete accontentarvi.

    Contattateci

    Rientri in uno di questi tre casi o sei ancora in una situazione diversa ma alquanto analoga?
    Noi di Risarcimenti e Rimborsi ci occupiamo quasi quotidianamente di casistiche simili e siamo fieri di poter aiutare tutti i pensionati e invalidi civili che per disguidi burocratici si siano visti rifiutare ciò che gli spetta.
    Perciò se sei fra uno di questi, sappi che io e i nostri esperti in materia previdenziale non vediamo l’ora di aiutarti ad ottenere tutto ciò che ti spetta. Un nostro esperto è già pronto per prendere in cura il tuo caso e ti seguirà in tutte le fasi della richiesta degli arretrati e dell’aumento.
    Hai altri dubbi su invalidità e accompagnamento? Ricordati di scaricare la nostra guida!
    Puoi ottenerla gratuitamente e in pochi semplici passi tramite questa pagina.
    Non dovrai fare altro che inserire il tuo indirizzo email, accettare l’informativa e cliccare su “Scarica la guida”.

    Nessun Commento

    Sorry, the comment form is closed at this time.

    Open chat