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    Rimborsi INPS: quali sono e come ottenerli

    Nei rimborsi INPS rientrano tutte quelle procedure che possono essere attivate per riuscire a rientrare di quanto dovuto dall’ente previdenziale che sia per un errore di calcolo a livello contributivo o di pagamento della pensione normale o di invalidità.

    Vediamo nel dettaglio quali sono i rimborsi Inps come e a chi richiederli per ottenerli!

    Esistono diverse situazioni in cui è necessario richiedere all’Inps delle somme arretrate e che non sono state corrisposte, questi possono essere identificati principalmente in:

    • Rimborsi INPS pensionati per il 730
    • Rimborsi per aumento pensione di invalidità
    • Rimborsi INPS per parenti deceduti
    • Rimborsi per errori di calcolo sulla pensione

    Per ottenere i rimborsi è necessario dimostrare di avere diritto a questi mostrando tutte le carte in proprio possesso e nel caso facendosi supportare da esperti del settore.

    Innanzitutto, chi ha diritto a un rimborso INPS

    Il diritto a un rimborso da parte dell’INPS sussiste nel momento in cui o: c’è stato un mancato pagamento da parte dell’ente previdenziale, quando si sono versati più contributi rispetto a quelli dovuti, nel caso sia l’Inps l’ente sostitutivo per il pagamento del 730, quando non sono state corrisposte correttamente le pensioni.

    Dunque, si può sottolineare che in realtà tutti coloro che non hanno ricevuto quanto dovuto o hanno versato più del necessario possono richiedere un rimborso all’Inps. Di conseguenza questo è accessibile a:

    • Pensionati
    • Invalidi Civili
    • Privati
    • Titolari di pensione di invalidità
    • Titolari di un’impresa o ditta individuale
    • Lavoratori autonomi agricoli
    • Liberi professionisti

    Come si calcola il valore di un rimborso INPS

    Il valore di un rimborso INPS dipende da diversi fattori. Per questo motivo è necessario conoscere a fondo il caso per verificare a quanto potrebbe aumentare il relativo rimborso.

    Se il calcolo risulta essere errato, ad esempio, sull’assegno di invalidità civile oppure pensionistico, allora bisognerà verificare la data in cui era previsto l’aumento e i mesi passati da quando questo è entrato in vigore ma non si è percepito mensilmente.

    Quando invece c’è stato un versamento maggiore dal punto di vista contributivo è necessario verificare a quanto ammonta la somma versata.

    In questo caso è possibile richiedere un rimborso oppure andare a credito e quindi usare quanto versato per pagare i successivi versamenti obbligatori se presenti.

    Dove e come presentare una richiesta di rimborso Inps

    Dove e come presentare una richiesta di rimborso? La richiesta per un rimborso dev’essere effettuata dal titolare avente diritto oppure da un sostituto che viene nominato per procedere alla pratica che dev’essere presentata dall’Inps.

    La richiesta dev’essere inoltrata direttamente all’ente previdenziale seguendo le procedure previste in base alla tipologia di rimborso al quale si deve accedere, se per un aumento della pensione di invalidità non concesso, oppure per il mancato pagamento del 730 ecc…

    Rimborsi per pensionati, quello che devi sapere a riguardo

    I pensionati possono richiedere i rimborsi all’Inps quando non gli viene riconosciuto un aumento dell’assegno che percepiscono mensilmente, oppure quando devono vedersi accreditati il 730 come previsto al momento della dichiarazione dei redditi.

    Anche coloro che prendono una pensione di invalidità civile possono procedere alla richiesta di rimborso nel caso in cui vantino dei crediti nei confronti dell’Inps che non gli sono stati riconosciuti in modo adeguato.

    Quando si tratta di rimborso 730 per il pensionato basta semplicemente:

    • Indicare l’Inps come sostituto d’imposta
    • Controllare che sia avvenuta l’acquisizione telematica da parte dell’Inps attraverso il servizio online di Assistenza Fiscale del 730 accessibile con lo SPID

    Se la domanda di rimborso è stata effettuata in modo corretto allora verrà corrisposto correttamente sul conto corrente del pensionato indicato alla compilazione del 730.

    Per quanto riguarda invece il rimborso per i pensionati dovuto ai titolari della pensione di inabilità, quali invalidi civili totali, ciechi assoluti o sordi, oppure titolari di pensione di inabilità come previsto dalla Sentenza 152 della Corte Costituzionale a luglio 2020, può essere richiesto per tutti coloro che non l’hanno ricevuta tra i 18 e i 60 anni che sono considerati invalidi civili al 100%.

    Le pensioni di invalidità prevedono un aumento di ufficio a determinate condizioni di reddito e una maggiorazione economica, con un incremento al milione. Nel caso in cui non si abbia ottenuto quanto previsto dall’aumento è possibile affidarsi a consulenti esperti per verificare che l’importo ricevuto sia corretto o meno. Se l’importo ricevuto non è corretto e non si è ricevuto quanto previsto allora si potrà accedere con l’apposita domanda al rimborso Inps.

    Infine, è possibile richiedere un rimborso anche nel caso in cui la pensione ordinaria di vecchiaia oppure contributiva non sia stata corrisposta correttamente e non si siano ottenuti eventuali aumenti previsti.

    Anche in questa situazione bisogna verificare i cedolini ricevuti e controllare attraverso calcoli precisi se tutto ciò che era dovuto è stato corrisposto oppure se ci sono delle somme alle quali appellarsi in quanto non ottenute.

    Rimborsi INPS per parenti deceduti

    L’indennità di morte viene corrisposta a favore di un coniuge superstite di un soggetto che è defunto ed iscritto alla gestione previdenziale dell’INPS.

    La prestazione dev’essere concessa al coniuge superstite dell’assicurato con un calcolo della pensione con sistema retributivo o misto.

    In mancanza di un coniuge, allora l’indennità spetta ai figli che abbiano i requisiti previsti dalla legge.

    In genere, l’importo dell’indennità per morte viene rapportato all’ammontare dei contributi che sono stati versati. Il diritto all’indennità viene riconosciuto a condizione che nel corso dei cinque anni anteriori alla data della morte dell’assicurato risulti accreditato almeno un anno di contribuzione nella gestione relativa.

    La domanda dev’essere presentata, pena la decadenza, entro un anno dalla morte dell’assicurato.

    Dal momento in cui si effettua la domanda si ha il diritto al pagamento del primo rateo a ottenere un rimborso Inps per parenti defunti, che concerne l’indennità di morte mensile che si doveva ricevere nel tempo che intercorre dalla presentazione a quello dell’effettivo inizio del pagamento.

    Altri tipo di rimborsi Inps

    Infine, oltre ai rimborsi dovuti ai pensionati oppure per i parenti deceduti, come accennato è possibile richiedere all’Inps anche i contributi versati in più rispetto a quelli che si dovevano corrispondere.

    Questa tipologia di rimborso Inps per contributi indebitamente versati dev’essere effettuata direttamente all’Inps che procederà successivamente alla restituzione della somma, in base al debito di compensazione previsto.

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